Ieri sera la grandinata. Stamattina 12 impianti già ripartiti in 4 ore, tra abitazioni e capannoni. Se anche il tuo impianto fotovoltaico è danneggiato, interveniamo subito.
Ieri sera, intorno alle 21:30, una grandinata violentissima si è abbattuta su San Benedetto del Tronto e su tutto il Piceno. Chicchi grandi come palline da tennis hanno distrutto in pochi minuti auto, lucernari, tetti e coltivazioni — e hanno colpito duro anche centinaia di impianti fotovoltaici.
Danni pesanti anche a Grottammare, Cupra Marittima, Ripatransone, Acquaviva Picena e Monteprandone, fino alla Valdaso. La CNA lo ha definito l'evento più grave degli ultimi anni, peggiore perfino della grandinata del luglio 2017. Stamattina il nostro telefono non ha smesso di squillare: una marea di richieste per moduli sfondati e impianti fermi.
Un modulo colpito dalla grandine può sembrare integro e invece non lo è. I danni tipici sono:
Il problema più insidioso è proprio questo: un impianto danneggiato può continuare a "funzionare" ma produrre molto meno, e in alcuni casi diventare pericoloso. La prima cosa da fare non è sostituire tutto d'istinto, ma saper diagnosticare, sezionare l'impianto e isolare le stringhe compromesse, facendo ripartire in sicurezza tutto ciò che può ripartire.
Nelle emergenze la differenza non la fa chi arriva per primo con un preventivo, ma chi sa esattamente cosa fare quando sale sul tetto. Questa mattina, in circa quattro ore, i nostri tecnici sono già intervenuti su 12 cantieri tra civile e industriale: impianti messi in sicurezza, stringhe danneggiate isolate e, in molti casi, produzione ripristinata a circa il 50% nell'immediato.
È la nostra esperienza trentennale — maturata nel gruppo STI dal 1997 tra automazione industriale, fotovoltaico ed elettronica di potenza — a permetterci di muoverci in fretta e senza improvvisare. Sappiamo come sezionare un impianto, cosa si può salvare subito e cosa va sostituito.
Rimettere in sicurezza è il primo passo. Il ripristino completo è il secondo, e il nostro obiettivo è riportare gli impianti al 100% entro una settimana.
La vera difficoltà tecnica è trovare i moduli giusti. Molti impianti colpiti hanno più di dieci anni: formati, potenze e grandezze meccaniche non sono più a catalogo. Chi ha poca esperienza, o una catena di fornitura non consolidata, prende la scorciatoia: proporre di rifare tutto da zero. Noi lavoriamo diversamente: grazie a una supply chain consolidata in trent'anni e alla divisione dedicata all'elettronica di potenza (STI Repair), reperiamo i componenti corretti e interveniamo in modo mirato. Siamo già organizzati in modalità emergenza per il volume di richieste in arrivo.
Per noi la professionalità è una cosa concreta: far ripristinare l'impianto al 100%, al giusto importo, senza vendere un impianto nuovo quando non serve. Sostituire tutto quando basterebbe un intervento mirato non è una soluzione tecnica: è un modo per far pagare di più un lavoro che si può fare meglio e a meno. Il valore di un impianto si misura nel tempo — e si vede proprio nei momenti come questo.
Non salire sul tetto e non toccare l'impianto. Un fotovoltaico danneggiato può presentare rischi elettrici anche da spento.
Fotografa i danni (pannelli, inverter, quadri) appena è sicuro: serviranno per la pratica con l'assicurazione.
Non spegnere né manomettere i componenti se non sai come farlo.
Chiama subito un tecnico competente per la messa in sicurezza e la diagnosi.
Compila il modulo con i dati di base del tuo impianto: ci arriva subito la richiesta e ti richiamiamo per la messa in sicurezza e il ripristino. Prima ci contatti, prima torni a produrre.