La sera del 21 luglio 2026 la grandinata. La mattina dopo 12 impianti già ripartiti in 4 ore, tra abitazioni e capannoni. Se anche il tuo impianto fotovoltaico è danneggiato, interveniamo subito.
La sera del 21 luglio 2026, intorno alle 21:30, una grandinata violentissima si è abbattuta su San Benedetto del Tronto e su tutto il Piceno. Chicchi grandi come palline da tennis hanno distrutto in pochi minuti auto, lucernari, tetti e coltivazioni — e hanno colpito duro anche centinaia di impianti fotovoltaici.
Danni pesanti anche a Grottammare, Cupra Marittima, Ripatransone, Acquaviva Picena e Monteprandone, fino alla Valdaso. La CNA lo ha definito l'evento più grave degli ultimi anni, peggiore perfino della grandinata del luglio 2017. La mattina dopo il nostro telefono non ha smesso di squillare: una marea di richieste per moduli sfondati e impianti fermi.
Un modulo colpito dalla grandine può sembrare integro e invece non lo è. I danni tipici sono:
Il problema più insidioso è proprio questo: un impianto danneggiato può continuare a "funzionare" ma produrre molto meno, e in alcuni casi diventare pericoloso. La prima cosa da fare non è sostituire tutto d'istinto, ma saper diagnosticare, sezionare l'impianto e isolare le stringhe compromesse, facendo ripartire in sicurezza tutto ciò che può ripartire.
Nelle emergenze la differenza non la fa chi arriva per primo con un preventivo, ma chi sa esattamente cosa fare quando sale sul tetto. La mattina del 22 luglio, in circa quattro ore, i nostri tecnici sono intervenuti su 12 cantieri tra civile e industriale: impianti messi in sicurezza, stringhe danneggiate isolate e, in molti casi, produzione ripristinata a circa il 50% nell'immediato.
È la nostra esperienza trentennale — maturata dal 1997 tra automazione industriale, fotovoltaico ed elettronica di potenza — a permetterci di muoverci in fretta e senza improvvisare. Sappiamo come sezionare un impianto, cosa si può salvare subito e cosa va sostituito.
Impianto colpito?
Interveniamo su abitazioni e capannoni: mettiamo in sicurezza l'impianto, isoliamo le stringhe danneggiate e lo facciamo ripartire. Per gli impianti industriali vedi anche manutenzione del fotovoltaico industriale.
Rimettere in sicurezza è il primo passo. Il ripristino completo è il secondo, e il nostro obiettivo è riportare gli impianti al 100% entro una settimana.
La vera difficoltà tecnica è trovare i moduli giusti. Molti impianti colpiti hanno più di dieci anni: formati, potenze e grandezze meccaniche non sono più a catalogo. Chi ha poca esperienza, o una catena di fornitura non consolidata, prende la scorciatoia: proporre di rifare tutto da zero. Noi lavoriamo diversamente: grazie a una supply chain consolidata in trent'anni e al nostro partner per l'elettronica di potenza, STI Repair, reperiamo i componenti corretti e interveniamo in modo mirato. Per il volume di richieste ci siamo organizzati in modalità emergenza.
Per noi la professionalità è una cosa concreta: far ripristinare l'impianto al 100%, al giusto importo, senza vendere un impianto nuovo quando non serve. Sostituire tutto quando basterebbe un intervento mirato non è una soluzione tecnica: è un modo per far pagare di più un lavoro che si può fare meglio e a meno. Il valore di un impianto si misura nel tempo — e si vede proprio nei momenti come questo.
Non salire sul tetto e non toccare l'impianto. Un fotovoltaico danneggiato può presentare rischi elettrici anche da spento.
Fotografa i danni (pannelli, inverter, quadri) appena è sicuro: serviranno per la pratica con l'assicurazione.
Non spegnere né manomettere i componenti se non sai come farlo.
Chiama subito un tecnico competente per la messa in sicurezza e la diagnosi.
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