Alberi abbattuti lungo le strade: tagliamo i viali e poi parliamo di clima
In Italia si abbattono interi viali alberati. Con gli alberi se ne vanno ombra, frescura, CO2 immagazzinata e rifugio per gli animali. I dati di ISPRA, EPA e The Lancet, il caso Sheffield, un calcolatore e perché il fotovoltaico va sui tetti, non al posto del verde.
- In Italia si abbattono interi viali alberati, quasi sempre per sicurezza, spesso dopo decenni senza manutenzione regolare.
- Un viale adulto è un'infrastruttura climatica: ombra, asfalto fino a 11-25 °C più fresco, CO2 immagazzinata, casa per uccelli e insetti.
- Non è un problema solo italiano: a Sheffield sono stati abbattuti 5.478 alberi stradali, e molti non andavano tagliati.
- Il paradosso: si spende per il clima e si taglia ciò che lo protegge. E anche il fotovoltaico a terra consuma suolo.
- La nostra scelta: fotovoltaico sui tetti, alberi al loro posto. Il calcolatore qui sotto mostra perché un impianto non compensa un viale.
La storia
Un chilometro di pioppi abbattuti in una settimana
Questa settimana, vicino a casa mia, hanno tagliato tutti gli alberi di un lato di un grande viale. Circa un chilometro di pioppi enormi, piantati molti decenni fa, esposti a ovest: nei pomeriggi d'estate davano l'ombra giusta a chi passava e rendevano bella una strada lunga e dritta che, senza di loro, è solo asfalto.
Per anni la manutenzione è stata quasi assente. Ogni tanto cadeva un ramo: si correva a recintare, si toglieva il ramo, si creavano disagi alla circolazione. Poi, in pochi giorni, la ruspa ha chiuso la questione nel modo più definitivo.

Non conosco la perizia che ha deciso l'abbattimento e non voglio giudicare chi l'ha firmata. Voglio raccontare cosa si perde, con i numeri, e perché per un'azienda che installa impianti fotovoltaici questo è un tema di lavoro, non di nostalgia.
Le cause
Perché si abbattono gli alberi lungo le strade
Le ragioni documentate sono quattro, e quasi sempre si sommano.
1. La responsabilità di chi ha in custodia la strada
L'articolo 2051 del Codice civile rende chi custodisce una cosa responsabile dei danni che questa provoca, salvo il caso fortuito. Se un albero cade su un'auto lungo una strada pubblica risponde l'ente proprietario: il Comune per le strade urbane, Provincia, Regione o ANAS per quelle extraurbane. Per un ufficio tecnico con pochi fondi, togliere l'albero elimina il rischio una volta per tutte.
2. La manutenzione che non si fa
Un filare curato con potature corrette e controlli di stabilità periodici può vivere a lungo. Un filare abbandonato invecchia male: tagli sbagliati, carie del legno, cavità. Quando arriva la perizia il quadro è spesso già compromesso e la prescrizione è l'abbattimento, a volte con l'obbligo di ripiantare.
3. La specie
Il pioppo cresce in fretta, ma ha legno fragile e compartimenta male le carie: per questo è soggetto a schianti e rotture, e il pioppo nero ha bassa longevità. Lo riportano le schede tecniche della Regione Emilia-Romagna sugli alberi per la città. Proprio per questo i pioppi stradali avrebbero bisogno di più cura, non di meno.
4. Le regole sulle distanze
Il Codice della strada limita la piantagione di alberi a ridosso della carreggiata fuori dai centri abitati e il suo regolamento fissa distanze minime per i nuovi impianti. Spesso un viale abbattuto non può tornare dov'era: se ne perde la forma, non solo gli alberi.

Nel mondo
Non succede solo in Italia: Sheffield, la scienza e la regola 3-30-300
Sheffield, la città che ha tagliato i suoi viali
Tra il 2012 e il 2018, con un contratto per la manutenzione delle strade, a Sheffield sono stati abbattuti 5.478 alberi stradali. Il contratto prevedeva perfino un impegno a tagliarne 200 l'anno. La Forestry Commission britannica ha concluso che il Comune non aveva seguito le buone pratiche di gestione degli alberi stradali, e le proteste dei cittadini sono diventate un caso nazionale.
Il dato più istruttivo è arrivato dopo: su 309 alberi rimasti in lista per l'abbattimento «come ultima risorsa», una nuova ispezione ha stabilito che 191 potevano restare al loro posto. Quasi due su tre. Quando si guarda meglio, l'ultima risorsa spesso non lo è.

Cosa dice la scienza: gli alberi salvano vite
Nel 2023 The Lancet ha pubblicato uno studio su 93 città europee, guidato da ISGlobal di Barcellona. Nell'estate 2015 circa 6.700 morti premature erano attribuibili alle isole di calore urbane. Portando la copertura arborea al 30% le città si sarebbero raffreddate in media di 0,4 °C e circa un terzo di quelle morti, 2.644, sarebbe stato evitato. Le città del Sud Europa, cioè le nostre, sono quelle che ne trarrebbero più beneficio.
La regola 3-30-300
Il ricercatore Cecil Konijnendijk ha proposto una regola semplice per il verde urbano, oggi adottata da molte città: 3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura arborea in ogni quartiere, un parco a non più di 300 metri. Ogni viale abbattuto ci allontana da tutti e tre i numeri.
Il danno
Cosa perdiamo quando abbattiamo un viale alberato
Ombra e calore
Un viale esposto a ovest protegge l'asfalto proprio nelle ore più calde. Senza chioma l'asfalto scuro assorbe il sole e restituisce calore fino a sera: la strada diventa una piastra per chi cammina, per chi va in bicicletta e per le case che vi si affacciano.

CO2 immagazzinata
Un albero adulto è un deposito di carbonio costruito in decenni. Dopo l'abbattimento la CO2 resta nel legno solo finché il legno dura: se viene bruciato o lasciato decomporre torna in atmosfera. E ciò che faceva una pianta adulta, una piantina appena messa a dimora non lo fa: secondo l'EPA un albero urbano giovane assorbe in media circa 60 kg di CO2 nei suoi primi dieci anni.
Gli animali
Un filare è una casa e un corridoio ecologico: uccelli che nidificano tra le chiome, pipistrelli che cacciano lungo la fila, insetti impollinatori, piccoli mammiferi che si spostano al riparo. Quando a Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, si è discusso l'abbattimento di 240 pioppi cipressini, una delle ragioni delle proteste era proprio la nidificazione degli uccelli in quel periodo.

Il paesaggio
I viali alberati sono la forma più antica di verde lungo le strade italiane: nati per segnare il percorso e dare ombra a persone e animali, sono parte dell'identità dei nostri paesi. Un viale si abbatte in una settimana; per rifarlo servono generazioni.

Il paradosso
Spendiamo per il clima e tagliamo ciò che lo protegge
Da una parte investiamo somme enormi per ridurre le emissioni e adattarci al caldo. Dall'altra togliamo, in pochi giorni, alberi che da quasi un secolo raffrescano gratis le nostre strade.
Lo stesso rischio riguarda il nostro settore. Secondo ISPRA nel 2024 i nuovi impianti fotovoltaici a terra hanno occupato oltre 1.700 ettari, quattro volte i 420 ettari del 2023. La transizione energetica, se non è pianificata, diventa a sua volta consumo di suolo.
La risposta non è scegliere tra alberi e pannelli. È mettere i pannelli dove non tolgono nulla: sui tetti di case, capannoni e parcheggi. Le superfici già costruite in Italia sono tantissime e quasi tutte vuote.
Calcolatore
Il viale e il tetto: fai i conti
Confronta la CO2 che un viale adulto teneva immagazzinata con quella che un impianto fotovoltaico evita ogni anno. Solo dati pubblici, citati sotto.
Come calcoliamo. CO2 immagazzinata da un esemplare maturo: schede «Alberi per la città» della Regione Emilia-Romagna (pioppo nero 3.606 kg, pioppo bianco 1.631 kg). Produzione: stime PVGIS (Commissione europea) per un impianto ben orientato; un tetto reale può produrre meno. CO2 evitata: tra il fattore medio della produzione elettrica italiana 2025 (213,8 g/kWh) e quello della sola produzione fossile (413,3 g/kWh), usato da ISPRA per le emissioni evitate dalle rinnovabili (Rapporto 430/2026, tab. 1.7). Piantine: 60 kg di CO2 in 10 anni per albero urbano giovane (EPA). Il confronto riguarda solo la CO2: ombra, frescura e habitat del viale nessun pannello li restituisce.
Con i valori iniziali il risultato è netto: un impianto domestico da 6 kWp impiega più di un secolo per evitare la CO2 che un chilometro di pioppi adulti teneva nel legno, e per riassorbirla in dieci anni servirebbero circa 7.500 piantine. Il fotovoltaico è indispensabile, ma non compensa un viale. Servono entrambi.
Come lavoriamo
Fotovoltaico sul tetto, alberi al loro posto
Non siamo un'azienda che vende pannelli e se ne va. Installiamo, manteniamo e ripariamo, con tecnici nostri e senza catene di subappalti. Su ambiente e natura abbiamo regole precise.
- Prima i tetti. Proponiamo il fotovoltaico su superfici già costruite: case, capannoni, pensiline.
- Gli alberi sani non si toccano. Se un albero fa ombra all'impianto studiamo le ombre, scegliamo la falda giusta ed escludiamo i moduli penalizzati; dove serve usiamo ottimizzatori. Non chiediamo di abbattere un albero sano per qualche kWh in più.
- Gli animali si allontanano, non si colpiscono. Sotto i moduli i piccioni trovano riparo e sporcano l'impianto: installiamo barriere che impediscono l'accesso, senza ferire gli animali.
- Accumulo prima di tutto. Con una batteria l'energia del sole si usa la sera, invece di prelevarla dalla rete.
- Riparare prima di buttare. Inverter e componenti si riparano e si rigenerano; un impianto vecchio si rimette in efficienza con il revamping, invece di smontarlo.

Energia dal tuo tetto
Fotovoltaico e accumulo senza togliere nulla alla natura
Calcola quanto produrrebbe il tuo impianto partendo dalla bolletta. Tetto, ombre e alberi li verifica un tecnico STILCA al sopralluogo.
Cosa fare
Cosa può fare chi ama gli alberi
- Chiedere al proprio Comune il censimento degli alberi e, nei comuni sopra i 15.000 abitanti, il bilancio arboreo che il sindaco deve rendere noto prima della fine del mandato (Legge 10/2013).
- Chiedere che ogni abbattimento sia motivato da una perizia consultabile e accompagnato dalla ripiantumazione.
- Sostenere potature corrette e controlli periodici: costano meno di un abbattimento e di un nuovo viale.
- Produrre la propria energia sul proprio tetto, senza consumare un metro di suolo in più.
Alberi abbattuti e fotovoltaico: le domande
Perché i comuni abbattono gli alberi lungo le strade?
Per la sicurezza della circolazione. Chi ha in custodia la strada risponde dei danni causati da un albero o da un ramo caduto (art. 2051 del Codice civile), salvo caso fortuito. Quando un filare invecchia senza potature e controlli regolari, le perizie rilevano carie e cavità e l'abbattimento diventa la soluzione più rapida.
Abbattere un albero pericolante è sempre l'unica soluzione?
No. Prima dell'abbattimento esistono potature di riduzione della chioma, consolidamenti e controlli di stabilità ripetuti nel tempo. A Sheffield, nel Regno Unito, su 309 alberi stradali destinati al taglio come «ultima risorsa», una nuova ispezione ha stabilito che 191 potevano restare.
Quanto è più fresca una strada all'ombra degli alberi?
Secondo l'EPA le superfici in ombra possono essere da 11 a 25 °C più fresche delle stesse superfici al sole nelle ore più calde; l'evapotraspirazione delle chiome abbassa i picchi di temperatura dell'aria di 1-5 °C.
Gli alberi in città salvano vite?
Uno studio pubblicato su The Lancet nel 2023 su 93 città europee stima che portare la copertura arborea al 30% avrebbe evitato circa un terzo delle morti premature attribuite alle isole di calore nell'estate 2015: 2.644 su 6.700. Le città del Sud Europa sono quelle che ne trarrebbero più beneficio.
Che cos'è la regola 3-30-300?
È un criterio proposto dal ricercatore Cecil Konijnendijk per il verde urbano: ogni persona dovrebbe vedere almeno 3 alberi da casa, vivere in un quartiere con almeno il 30% di copertura arborea e avere un parco a non più di 300 metri.
Il fotovoltaico consuma suolo?
Quello a terra sì: secondo ISPRA nel 2024 i nuovi impianti a terra hanno occupato oltre 1.700 ettari, contro 420 nel 2023. Il fotovoltaico sui tetti non consuma suolo, perché usa superfici già costruite.
Bisogna tagliare un albero che fa ombra all'impianto fotovoltaico?
Quasi mai. Con il rilievo delle ombre si sceglie la falda migliore, si escludono i moduli ombreggiati e, dove serve, si usano ottimizzatori che isolano il modulo in ombra. STILCA Energy non propone di abbattere alberi sani per aumentare la produzione.
Quanta CO2 evita un impianto fotovoltaico domestico?
Un impianto da 6 kWp nel Centro Italia produce circa 9.000 kWh l'anno: con i fattori ISPRA 2025 evita da circa 1,9 a 3,7 tonnellate di CO2 l'anno, a seconda che si consideri il mix elettrico medio o la sola produzione fossile sostituita.
Le fonti di questo articolo
- ISPRA, Settore elettrico: emissioni di CO2 e altri impatti, edizione 2026 (Rapporti 430/2026).
- ISPRA-SNPA, Consumo di suolo 2025, comunicato del 24/10/2025.
- Iungman T. et al., Cooling cities through urban green infrastructure, The Lancet, 2023.
- Forestry Commission, indagine sugli abbattimenti di Sheffield (Streets Ahead), riportata da The Star; nuova ispezione dei 309 alberi: The Star.
- U.S. EPA, Using Trees and Vegetation to Reduce Heat Islands; Greenhouse Gas Equivalencies Calculator.
- Regione Emilia-Romagna, schede «Alberi per la città»: Populus nigra, Populus alba.
- Konijnendijk C., The 3-30-300 rule for urban forestry and greener cities, 2021-2023.
- Codice civile, art. 2051; Legge 14 gennaio 2013, n. 10, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.
- Commissione europea, JRC, PVGIS.
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